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Vi racconto Peschè

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Ogni comune della Puglia è uno scrigno ricco di storia e cultura. Ma è il cibo che unisce e lega ogni territorio e sempre il cibo si fa prodotto irrinunciabile per raccontare la vita dei nostri avi, per renderci vicini gli uni agli altri, in un convivio fatto di emozioni, ricordi e profumi.

La nostra terra è grande e i suoi frutti sono spesso il risultato di audaci, ma consapevoli costruttori del vivere: i contadini poi agricoltori sono i custodi di tanta abilità umana, passione e cura, nel loro fare nasce il mondo che resta custodito e protetto in ogni figlio di Puglia.

Peschè è il frutto di tanta emozione condivisa, un evento più che una semplice sagra, che ricorda una parte del territorio, San Ferdinando di Puglia (prima semplice colonia poi paese a vocazione agricola, ora parte della BAT), che vuole omaggiare il sacrificio di agricoltori che hanno saputo trasformare la terra in vero e proprio frutteto a cielo aperto: le pesche ed in particolare la cosiddetta pesca Melba rappresentano una parte della cultura del posto, dedita alla vita in campagna e alla coltura nei campi. 

Peschè è già alla sua terza edizione, ma il format si evolve e ogni anno cresce. La sagra della pesca è un'idea fornita dal dott. Carlo Casamassima, gastroenterologo e divulgatore scientifico ( si ricorda la sua partecipazione al programma Buono a sapersi condotto dalla bravissima Elisa Isoardi) e sposata in pieno da una instancabile squadra della Proloco cittadina per esaltare le proprietà nutrizionali di un frutto ben coltivato da moltissimi anni in loco e che puntualmente viene esportato in varie zone dell'Italia del nord e nel mondo, ma di cui spesso si dimentica l'importanza per una terra del sud, in cerca di crescita ed evoluzione e che giustamente inizia a rivendicare la forza delle sue radici.

Durante la due giorni organizzata nella piazzetta antistante il museo (ex municipio del paese) si è conversato con ricercatori dell'Univerisità degli Studi di Foggia anche in merito all'importanza di una corretta alimentazione, spesso non scontata nel sud Italia dove i dati del consumo di frutta non sono migliori di quelli previsti in altre città del nord.

Si sono alternate preparazioni culinarie a base di pesca, offerte al pubblico partecipante.

Dal risotto alle pesche alla degustazione di un gelato, creato ad hoc con la pesca Melba ( il cui nome trae origine da un'illustre artista ospite nella nostra regione in epoca lontana) fino a giungere a cocktail analcolici e alla birra aromatizzata alla pesca, frutto dell'immortalità.

Ma se nell'antichità tale frutto era ben pesato come appartenere al paniere dei doni concessi dalla natura per rispettare la vita degli uomini, adesso è ufficiale il riconoscimento a livello scientifico sull'importanza dei prebiotici in esso contenuti. 

Ad animare la festa vari laboratori per bambini (pescapopoli), espositori con apecars allestiti con dedizione e dedicati alla frutta fresca, con varie tipologie di pesche in risalto,  un'interessante  kermesse dolciaria che ha visto sfidarsi, con rispetto, alcune tra le più importanti gelaterie della zona. 

San Ferdinando non più solamente  il paese dei carciofi e della frutta, ma soprattutto il paese della pesca: Peschè per donare maggiore consapevolezza ai suoi abitanti e lavoratori che la storia può portare, se si vuole, anche lontano e magari non sarà difficile anche poter ricorrere ad un marchio Dop come è da poco avvenuto nella vicina zona per i meravigliosi pomidori di capitanata. 

Ad majora San Ferdinando!

 

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