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La primavera dei vaccini

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La primavera dei vaccini

Più di un anno è ormai trascorso dall'inizio della pandemia, nella mente mi rimbombano ancora frasi comuni pronunciate in totale superficialità, seppur in buona fede, anche qui pare si debba privilegiare l'intenzione di chi le ha proferite - (Polemica show tv- ndr) dove si asseriva con quasi pretenziosa certezza che la pandemia fosse una banalissima febbre e che avrebbe toccato solo i soggetti più deboli fisicamente, forse.

Anche alcuni membri della mia famiglia sono stati impegnati in prima linea nella cosiddetta trincea e spesso la fatica è stata premiata dalla guarigione dei pazienti e da un ottimo grazie manifestato su di un cartello all'uscita dall'ospedale.

Il periodo peggiore pare stia passando, anche se c'è ancora chi lotta tra la vita e la morte per il covid19. Speriamo passi definitivamente e velocemente.

Io, da parte mia, non sono riuscita a non fermarmi ed osservare: ho voluto cercare di discernere la malattia insorta da alcuni più profondi aspetti circa la sua gestione. Ho molto apprezzato, come tantissimi italiani e concittadini hanno fatto, l'impegno non semplice al governo di Giuseppe Conte, uomo responsabile e preparato quanto basta per comprendere limiti e fatiche di tutte le parti coinvolte.

Immagino l'ansia e lo stato di disperazione patito da molti durante il corso di questa nuova vita vissuta, per lo più in lontananza da chi amiamo e da chi vorremmo sempre con noi.

Genitori separati dai figli, mamme in preda a stati di ansia per la paura che i propri figli potessero contagiarsi anche in classe, loro malgrado.

Bambini piccoli e perciò incapaci di comprendere cosa stesse accadendo e la difficoltà per i grandi di tentare di spiegarlo al meglio, passeggiate sporadiche in mezzo alla natura, per i più fortunati...I paesaggi grigi e le vedute assai lontane, finestre semiaperte che parevano oblò e da cui si sognava un ritorno alla vita comune, alla vita insieme fatta di abbracci e parole, di condivisione e convivio familiare.

C'è chi, come me, ha vissuto ogni sorta di restrizione nella speranza fosse celere l'arrivo di una qualsiasi cura che fosse in grado di gestire una malattia che, di ora in ora, nonostante l'impegno di tanti camici bianchi, portasse via tante, troppe vite, alcune delle quali anche troppo giovani.

"Con o senza patologie", una brutta e fredda sottolineatura che disturba ogni anima empatica e umana.

"Si muore tutti i giorni per tanti motivi diversi", ho sentito dire anche frasi di questo tipo.

Pensieri ineccepibili e reali certo, ma la guerra concreta che si sta ancora vivendo non lascia spazio al faro fioco del destino in capo a ognuno di noi.

Storture di ogni tipo continuano ad imperare: familiari arrabbiati tra loro, telefonate mancate, gesti di puro egoismo tra gli uomini, anche in un supermercato per riuscire ad accaparrarsi l'ultimo cubetto di lievito.

La disumanità è entrata in scena a gamba tesa per molti, ma non per tutti. C'è chi si è prodigato a lungo per aiutare anziani in difficoltà, ma anche mamme e chiunque avesse necessità di un qualche sorriso. Il mondo del volontariato e moltissimi civili, forti del loro equilibrio morale, sono scesi in campo per offrire una mano. Il bello dell'umanità!

La pandemia non ha cambiato molto l'animo delle persone, semplicemente, credo abbia rivelato la vera natura delle stesse...
Darwin ci ricorda che "Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento"...
In questa situazione certamente l'intelligenza ha aiutato, aggiungo io.


Ci sarebbe da ricordare tanto del vissuto di un anno in fiamme, ma preferisco guardare avanti e ricordare che il sole sorge ancora e i suoi raggi sono per scaldare i cuori di tutti gli abitanti terrestri.

La luce buona della primavera ci ha consegnato il giusto antidoto, frutto della ricerca e della sua importanza.

Investire in ricerca e risorse umane deve essere la priorità in un mondo umano spesso vuoto, che si è abituato troppo a deresponsabilizzare se stesso.


La primavera dei vaccini ci ricorda che tutto scorre e che presto ritornare a vivere è davvero possibile.
La luce della speranza è di fronte a noi.


Riprendiamo in mano le redini del nostro futuro fiduciosi che si può rifiorire nel modo migliore insieme a tutto ciò che ci circonda.

Buona vaccinazione a tutti i miei lettori. 

Sabrina

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