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QI o IE? L'importanza dell'intelligenza emotiva per gli esseri umani

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QI o IE? L'importanza dell'intelligenza emotiva per gli esseri umani

A cura della dott.ssa Samanta Mancini

Viviamo un tempo in cui, sempre più frequentemente, sentiamo parlare di emozioni e di quanto sia importante una loro “sana gestione” nei diversi ambienti in cui si srotola la nostra quotidianità. Non è un caso, infatti, che in campo scientifico si senta parlare di psiconeuroimmunologia, scienza medica di frontiera, che vede il forte legame tra mente, sistema nervoso ed endocrino e sistema immunitario. In sostanza, maggiori sono le sollecitazioni negative che ci arrivano e minori saranno le nostre difese immunitarie.


Il termine “emozione”, che deriva dal latino emovére e che letteralmente significa portare fuori, ci riconduce anche alla parola “sangue”, emo. Gli studiosi di emozioni non sono tutti concordi nel darne una definizione univoca, pertanto la considereremo come: “stato mentale e fisiologico associato a modificazione psicologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi” (wikipidia); in sostanza, in base a quello che ci accade, al nostro cervello arrivano una serie di stimoli che a loro volta suscitano emozioni, che a loro volta portano ad un cambiamento nella nostra fisiologia. Esempio? La paura.

Quante volte ci è capitato di avere paura (pensate ad un terremoto) e dunque di fuggire? Accade perché il sangue fluisce verso i grandi gruppi scheletrici, quindi alle gambe, rendendo così più semplice la fuga. Diverso è il discorso quando siamo in collera, momento in cui invece il sangue affluisce alle mani, rendendo probabile un uso aggressivo delle stesse, magari attraverso un pugno! Ecco che un diverso afflusso del sangue è la risposta allo stimolo esterno.


Ma questo significa forse che è normale agire in preda alle emozioni? Ni. In questo ci aiuta Socrate con il suo “Conosci te stesso”; una sana gestione delle emozioni, legata alla consapevolezza di cosa, quando e perché quella data emozione ci sta attraversando, ci aiuta ad evitare di essere sistematicamente in preda ad un sequestro emozionale, quindi al momento in cui ormai i meccanismi di attacco si sono innescati. Una buona padronanza di se, intesa come la capacità di resistere a tempeste emotive, è una vera e propria virtù che ci consente di vivere la nostra vita con misura, equilibrio e saggezza.


Un concetto legato all’uso corretto delle emozioni è la cosiddetta intelligenza emotiva. Per anni la nostra intelligenza è stata valutata tramite il QI (quoziente intellettivo) ma, studi dimostrano che solo il 20% delle persone che posseggono un QI elevato, raggiungono poi l’eccellenza nella vita. Il restante 80% è rappresentato dalle persone emotivamente intelligenti. Sono tali coloro in grado di motivare se stessi, di rimandare la gratificazione, di resistere agli impulsi, di modulare i propri stati d’animo e di essere empatici.


Peter Salovey, psicologo di Yale, mappò molto dettagliatamente i vari modi in cui è possibile portare l’intelligenza nelle emozioni; successivamente, il suo collega Howard Gardner, nel 1983 e con il suo libro Formae mentis manifestò chiaramente la sua critica rispetto alla classificazione di persone più o meno intelligenti sulla base del QI. Quest’ultimo lanciò  il concetto di intelligenze multiple, sostenendo che tutti noi siamo dotati di intelligenza, laddove l’intelligenza è una sorta di predisposizione o anche talento. I ballerini e la loro cinestesia; i musicisti, i matematici…e così via. I 20 tipi di intelligenza individuati da Gardner, furono poi riassunti in due macro-categorie: intrapersonale ed interpersonale.

La prima legata alla conoscenza di noi stessi ed alla nostra capacità di costruirci una identità accurata e veritiera; la seconda legata alla capacità di comprendere gli altri, le loro motivazioni ed il loro modo di agire. Chiaro è che se non partiamo da un’azione introspettiva, difficilmente riusciremo a relazionarci agli altri in maniera efficace.


Conoscere se stessi è la chiave per conoscere le nostre emozioni, i nostri stati d’animo i nostri sentimenti, le ragioni dei nostri comportamenti, insomma, tutto il nostro ESSERE.
Solo in questo modo potremo vivere una vita consapevole, sana e felice.

 

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